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CITTA' OSPITANTI
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Il
via a
![]() TRIESTE Nel campionato da poco conclusosi i commenti dei tecnici, giocatori e tifosi "ospiti" della Télit erano improntati a gradevole sorpresa. L'impianto che reca il nome della città (il quotidiano "Il Piccolo" aveva promosso un referendum, che sancì l'identità perfetta di vedute tra le intenzioni del Comune e le attese dei votanti) è stato da subito apprezzato per la modernità delle soluzioni tecnologiche adottate, per l'eleganza, per la capienza. Tutto
essendo perfettibile, i primi sei mesi di gestione del PalaTrieste hanno
suggerito, per il suo utilizzo a tutto campo, aggiustamenti di tiro e
perfezionamenti.Il risultato, già eccellente, non potrà che giovarsene. Del resto la "concorrenza" si va facendo forte nel comprensorio sportivo di Valmaura, dove la contiguità funzionale di tre impianti dà corpo a una vera e propria "Cittadella dello Sport", unica in Italia: a stretto contatto del PalaTrieste c'è infatti uno stadio, il "Nereo Rocco", capace di oltre trentamila spettatori e, nella sua impronta architettonica postmoderna, di raro fascino estetico; e accanto a essi il vecchio "Grezar", che ricorda l'Unione Sportiva Triestina spesso vittoriosa contro le blasonate compagini calcistiche degli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta, e che nei prossimi mesi verrà convertito in tempio dell'atletica leggera. Molto resta da fare, a Trieste, ma moltissimo è stato fatto quanto a strutture. Avrebbe potuto scegliere diversamente una città che è storica fucina di campioni? Con il basket in particolare il rapporto della città è di grande simbiosi. Capita che al PalaTrieste, e prima ancora al palazzetto di Chiarbola, persino un personaggio schivo e controllatissimo come il Sindaco Riccardo Illy si lasci coinvolgere dall'entusiasmo per un canestro decisivo
o un ammirevole gesto atletico, avendomi spesso al fianco, che con nostalgia
ricordi di un compagno di giochi, nel cortile di casa, che di cognome
faceva Pieri e che era un po' più grande di età e tanto più alto di statura
di noialtri "Muli de Viale Sonino".Lo splendido PalaTrieste è stato inaugurato il 1° dicembre 1999 ed è stato tenuto a battesimo dalla nazionale italiana vittoriosamente opposta alla Lituania. Giocava e gioca davvero in casa, a Trieste, questa nazionale: triestino di adozione e di residenza Boscia Tanjevic, triestini Alessandro De Pol di nascita, Gregor Fucka di cittadinanza, Andrea Pecile in tutto fuorché nel luogo di nascita. Stagione magica, di seguito, con la Télit a inanellare prestazioni superbe che le sono valse il settimo posto nella massima serie cestistica. Quasi un miracolo se si pensa alle traversie che un anno fa, di questi tempi, ne revocavano in dubbio la stessa sopravvivenza societaria. Ma il PalaTrieste non declina soltanto il sostantivo sport. Grandi striscioni gialli, il colore caro all'Amministrazione Comunale, ricordano il binomio indissolubile che qui abbiamo creato con la cultura, in particolare con lo spettacolo. Ai concerti di protagonisti quali Jovanotti, Ligabue, Baglioni ha risposto un pubblico d'eccezione, non meno entusiasta di quello che ha accompagnato con un tifo trascinante, i Dragons in testa, i canestri di Rowan e Maric. Ora il PalaTrieste riabbraccia Tanjevic e i "suoi" azzurri. Tutti "suoi" senza distinzioni anagrafiche, perché Trieste non conosce confini. Al contrario, posta dalla storia al crocevia di diverse culture, considera la diversità fonte insostituibile di ricchezza, lo sport strumento di elevazione spirituale, il lavorare "assieme" metodo per onorare la sua vocazione di città italiana a forte identità europea. Roberto Damiani Vicesindaco e Assessore alla Cultura e Sport del Comune di Trieste
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La
finale a
![]() UDINE Udine
è il cuore del Friuli ed è la città che forse rappresenta meglio la mentalità
e i modi di vivere della gente friulana. Della città si hanno notizie per la prima volta in un documento datato 983 D.C. e il suo sviluppo culmina nel 1238 quando da Cividale vi si trasferì la sede patriarcale e molti nobili iniziarono ad edificare i propri palazzi. La storia di Udine è indissolubilmente legata al castello, donato proprio alla fine del X° secolo dall'imperatore Ottone II al Patriarca di Aquileia. L'attuale edificio, che sostituisce quello distrutto dal violento terremoto del 1511, ospita il salone del Parlamento della Patria del Friuli, affrescato da artisti quali il Tiepolo, Giovanbattista Grassi e Pomponio Amalteo. Sempre sul colle troviamo la chiesa longobarda di S. Maria di Castello, i Civici Musei e la Galleria di Storia ed Arte antica. Ritrovo degli udinesi e cuore della città è Piazza Libertà, un vero concentrato di arte ed architettura. L'edificio principale è la Loggia del Lionello, il palazzo comunale edificato alternando pietra bianca e rosa che prende il nome dell'orafo che lo costruì nel 1448. Di fronte sorge la rinascimentale Loggia di S. Giovanni
con l'imponente Torre dell'orologio, sormontata da una campana suonata
da due mori.La piazza è completata da una fontana del Carrara (1542), le statue di Ercole e Caco (familiarmente soprannominati dagli udinesi Floreàn e Venturìn), due colonne con la statua della Giustizia ed il Leone di S. Marco. In ricordo del trattato di Campoformido troviamo infine la statua della Pace, donata nel 1819 dall'Imperatore Francesco I. Passeggiando per le caratteristiche vie del centro si giunge poi in Piazza Matteotti, storicamente la prima Piazza della città, che ancora oggi ospita bancarelle e un interessante mercatino dell'antiquariato. Qui, di fronte alla fontana disegnata da Giovanni da Udine, sorge la Chiesa di San Giacomo, di epoca trecentesca, ma che ha subito nei secoli varie modifiche. La città ospita numerose testimonianze del giovane Giovanbattista Tiepolo, rintracciabili nel Palazzo Patriarcale e nel Duomo dove, di fronte al suo ingresso laterale il maestro veneto dipinse "L'Assunta", uno dei suoi capolavori, opera poi completata dal figlio.
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Con
gli Americani a
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